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Un ispettore della Polizia Penitenziaria è stato trasportato d’urgenza in ospedale dopo essere rimasto gravemente ustionato all’interno della Casa Circondariale di Trapani: secondo il sindacato si tratterebbe di un gesto volontario e premeditato. La vicenda riaccende l’allarme sulla sicurezza nelle carceri siciliane e spinge i delegati del personale a chiedere provvedimenti immediati.
L’aggressione è avvenuta nel reparto Mediterraneo: mentre l’agente transitava al piano inferiore, sarebbe stato colpito da un getto di liquido bollente lanciato dall’alto, con conseguenze serie per la testa e il corpo. Le condizioni del collega sono definite gravi, tanto da richiedere un trasferimento urgente in struttura ospedaliera.
La reazione del sindacato
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Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione dei sindacati penitenziari (Consipe), ha definito l’episodio un attacco intenzionale contro il personale e ha chiesto risposte concrete da parte del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP).

Secondo il sindacato, l’episodio non è isolato ma inserito in un quadro di crescente tensione: nelle ultime settimane, denuncia la rappresentanza sindacale, gli istituti isolani hanno registrato rivolte e numerosi casi di violenza contro gli agenti, con celle e impianti danneggiati e personale costretto a interventi rischiosi per riportare la situazione sotto controllo.
Le richieste avanzate
Per evitare nuovi rischi e ripristinare condizioni minime di sicurezza, il sindacato ha indicato una serie di misure urgenti da adottare. Tra queste:

- il trasferimento immediato fuori regione del presunto responsabile e l’apertura di procedimenti penali per tentato omicidio aggravato;
- l’applicazione del regime speciale carcerario, quando ritenuto necessario, per i detenuti ritenuti a rischio;
- uno sfollamento massiccio e tempestivo degli istituti siciliani più critici, a partire da Cavadonna (Siracusa) e Trapani, per contenere il problema del sovraffollamento;
- misure pratiche di prevenzione nelle sezioni a rischio, come il divieto e il sequestro di recipienti usati per riscaldare liquidi e l’installazione di reti o paratie anti‑lancio.
Nicotra ha inoltre annunciato che, se dalle autorità centrali non arriveranno atti concreti nelle prossime ore, il sindacato proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà iniziative di protesta per difendere la vita e la dignità del personale in servizio.
Perché conta oggi
La vicenda evidenzia criticità strutturali che incidono sulla sicurezza quotidiana: sovraffollamento, carenza di organico e infrastrutture insufficienti aumentano il rischio di episodi violenti e complicano la gestione ordinaria degli istituti. Per il personale penitenziario, spiegano i rappresentanti sindacali, la soglia di sopportazione è ormai superata.
Se le richieste del sindacato saranno recepite, la messa in campo di provvedimenti urgenti potrebbe ridurre i rischi immediati. In assenza di interventi, invece, aumenterà la probabilità di nuove escalation e l’ulteriore indebolimento della capacità di controllo degli istituti.
Le autorità competenti non hanno ancora diffuso comunicazioni ufficiali nel merito dell’accaduto: resta quindi da vedere quali misure concrete saranno disposte nelle prossime ore per fronteggiare l’emergenza e tutelare la sicurezza di detenuti e operatori.












