Bunge investe 4,4 mln a Ravenna: più capacità nel porto

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Un investimento da 4,4 milioni di euro porterà a raddoppiare la capacità di lavorazione della soia coltivata in Italia nello stabilimento di Porto Corsini, a Ravenna. La mossa aggiorna infrastrutture strategiche e aumenta gli acquisti locali: impatto diretto su agricoltori, filiere alimentari e del mangime, oltre che sul mercato dei biocarburanti.

Gli interventi principali

Nel dettaglio, i lavori hanno riguardato la ricezione, lo stoccaggio e i controlli qualitativi dei semi, con soluzioni pensate per adattarsi ai mezzi di trasporto moderni e per velocizzare il flusso verso la linea di trasformazione.

Nuovo silo di stoccaggio e trasportatori a catena presso il terminale di Porto Corsini a Ravenna
Gli interventi includono l’installazione di un nuovo silo e trasportatori a catena per aumentare lo stoccaggio.

  • Aggiunta di uno scarico posteriore per i camion, oltre allo scarico laterale già esistente, per migliorare le operazioni di carico e scarico.
  • Installazione di un nuovo silo e di trasportatori a catena per aumentare la capacità di stoccaggio e ottimizzare il trasferimento dei semi.
  • Potenzionato il laboratorio interno per esami più rapidi e più completi delle partite in arrivo.

Questi interventi, completati nella fase di costruzione a giugno, rendono l’impianto pronto a entrare in piena attività entro la fine dell’estate, in vista della prossima raccolta.

Che cosa cambia per le regioni agricole

Con l’ampliamento, la società statunitense aumenterà gli acquisti di soia coltivata nelle principali aree agricole del Nord e del Nord-Est. Le regioni più direttamente interessate includono Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.

Campi di coltivazione di soia nelle regioni agricole del Nord Italia
L’ampliamento aumenterà gli acquisti di soia dalle principali aree agricole del Nord e Nord-Est.

Lavorare più soia prodotta in loco significa minori costi logistici per gli agricoltori e una maggior integrazione delle produzioni nazionali nelle filiere di trasformazione.

Destinazioni e impieghi

La materia prima trattata a Porto Corsini sarà destinata a diversi settori:

  • filiera del mangime animale;
  • settore alimentare per prodotti a base di soia;
  • produzione di biocarburanti.

L’aumento dei volumi lavorati può contribuire a rafforzare la catena di approvvigionamento nazionale, riducendo la dipendenza da importazioni e migliorando la disponibilità di materie prime per industrie locali.

Bunge e le autorità portuali di Ravenna sottolineano il valore strategico dell’operazione: secondo Saverio Panico, Country Manager per l’Italia, l’intervento conferma l’impegno dell’azienda verso gli agricoltori italiani e la volontà di integrare forniture locali con approvvigionamenti esteri, a beneficio della stabilità delle forniture e della sicurezza alimentare.

Implicazioni logistiche ed economiche

Per il porto di Ravenna il potenziamento consolida il ruolo di snodo tra produzione agricola e mercati nazionali ed europei, aumentando il traffico di materie prime destinate alla trasformazione industriale.

Dal punto di vista economico, maggiori acquisti da parte di un operatore internazionale possono tradursi in nuove opportunità per gli agricoltori locali, ma anche in pressioni sul mercato dei prezzi: effetti che dipenderanno dall’andamento della domanda e dalle condizioni della prossima campagna agricola.

In sintesi, l’ammodernamento di Porto Corsini è una notizia di rilievo per chi lavora nella filiera della soia in Italia: accelera i processi logistici, amplia i canali di sbocco per le produzioni locali e posiziona Ravenna come punto chiave per la distribuzione verso il resto d’Europa.

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