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La sfida per rendere i porti turistici realmente sostenibili passa tanto dalla tecnologia quanto dalla capacità di dimostrare i risultati: misurare gli impatti è diventato centrale. È quanto è emerso nella quinta tappa dei Blue Marina Awards 2026, svoltasi al Marina Cala dei Sardi e focalizzata sul tema Marina Net-Zero.
L’incontro ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, università, cantieristica, aree marine protette e il mondo della vela, con un obiettivo concreto: trasformare pratiche isolate in modelli ripetibili per la portualità turistica.
Un marina fatto per dialogare con l’ambiente
Il Marina Cala dei Sardi, nel Golfo di Cugnana, ha fatto da cornice naturale al dibattito. Qui le banchine e le strutture sono progettate per integrarsi nel paesaggio e rispettare il regime delle correnti, un approccio che enfatizza il rapporto tra attività nautiche e fragilità costiera.
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La scelta del luogo non è casuale: i partecipanti hanno potuto osservare sul campo soluzioni che abbracciano sia la tutela della biodiversità sia la gestione sostenibile delle dotazioni portuali.
Arte e riciclo: l’economia circolare in mostra
Durante la giornata è stata inaugurata in loco l’esposizione “SCART – Il lato bello e utile del rifiuto”, promossa dal Gruppo Hera. Opere scultoree raffiguranti delfini, balene e altri animali marini sono state realizzate utilizzando materiali di scarto industriale e tecnologico, trasformando rifiuti in strumenti di comunicazione ambientale.
La mostra, attiva da quasi trent’anni, ha portato al marina un esempio concreto di come il riuso possa servire sia a ridurre rifiuti sia a sensibilizzare visitatori e operatori. In questo senso la economia circolare diventa anche linguaggio pubblicistico e didattico, non solo processo industriale.
Carburanti alternativi e filiera energetica
Un ampio segmento della conferenza è stato dedicato alla transizione energetica dello yachting: biometanolo, e‑fuels e altre soluzioni in prova per ridurre le emissioni a bordo. Esperti di UniOlbia, CIPNES Gallura, Politecnico di Milano e cantieri come Sanlorenzo hanno sottolineato la necessità di collegare ricerca, produzione e applicazione industriale.

Più volte è emerso un punto chiave: la decarbonizzazione non riguarda soltanto la propulsione delle imbarcazioni, ma l’intera catena energetica dei porti — dall’approvvigionamento alle infrastrutture di ricarica o rifornimento.
Infrastrutture, digitalizzazione e replicabilità
Rappresentanti di associazioni come ASSONAT‑Confcommercio, ASSOMARINAS e Assonautica si sono confrontati con aziende tecnologiche e fornitori di servizi per il mondo dei marina. Tra i temi: sistemi di ormeggio innovativi, infrastrutture galleggianti e piattaforme digitali per la gestione dei servizi.
La sfida pratica è duplice: individuare soluzioni efficaci e farle diventare standard applicabili a reti più ampie di approdi. Non basta un singolo progetto virtuoso; serve un modello che possa essere replicato a costi e tempi sostenibili.
- BESI: strumenti di misurazione per eventi e pratiche sostenibili
- Carburanti alternativi: biometanolo, e‑fuels e integrazione con reti portuali
- Infrastrutture e digitalizzazione: gestione efficiente e servizi integrati
- Economia circolare: recupero materiali come leva di comunicazione e riduzione rifiuti
- Vela ed educazione ambientale: forme pratiche di coinvolgimento delle nuove generazioni
Misurare per migliorare: il ruolo del BESI
Un elemento chiave discusso a Cala dei Sardi è stato l’uso del BESI – BMA Event Sustainability Index, il sistema messo a punto dai Blue Marina Awards per valutare la sostenibilità degli eventi della Blue Economy. Anche l’appuntamento in Gallura è stato valutato con questo indice, ottenendo risultati complessivamente positivi.
Il BESI prende in considerazione parametri diversi — dalle emissioni operative alla mobilità dei partecipanti — con l’obiettivo di spostare il dibattito dalle buone intenzioni alla verifica misurabile. Indicatori omogenei consentono di confrontare iniziative diverse e monitorare progressi nel tempo.
Secondo gli organizzatori, la transizione verso il Net‑Zero richiede «dati, tecnologie e collaborazione»: una visione che vede i marina come possibili laboratori per soluzioni trasferibili ad altri porti.
La vela come banco di sperimentazione educativa
Il dibattito ha toccato anche il ruolo formativo dello sport nautico. Rappresentanti della Federazione Italiana Vela e dello Yacht Club Cala dei Sardi hanno evidenziato come la pratica velica favorisca il rispetto del mare e l’educazione ambientale delle nuove generazioni.
Per i dirigenti locali, il marina dovrebbe funzionare come spazio plurifunzionale dove turismo, sport e tutela ambientale si integrano in un’unica strategia gestionale.
In chiusura, gli organizzatori hanno ricordato le prossime tappe del circuito: il 9 ottobre il viaggio continua a Porto Cervo, mentre la cerimonia nazionale è fissata per il 21 ottobre a Roma, quando i Blue Marina Awards 2026 saranno assegnati ai porti che supereranno la valutazione basata su KPI, evidenze documentali e verifiche con il coinvolgimento di RINA come ente di certificazione indipendente.











