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Dal 8 al 13 settembre Cannes si trasforma in una cartina di tornasole per l’intero comparto nautico: non solo anteprime e modelli, ma indicazioni chiare su come cambierà il modo di navigare nei prossimi anni. Al centro della 49ª edizione del Cannes Yachting Festival ci sono innovazione, design e scelte tecnologiche che hanno impatti concreti sul mercato e sull’ambiente.
Due porti, un solo laboratorio del futuro
Il Festival si svolge tra il Vieux Port e il Port Canto, due aree con identità differenti che consentono di leggere la nautica da più angolazioni: dal motore imponente ai multiscafi, dalla vela alle proposte per il tempo libero. La distanza non è un problema logistico: navette via mare ogni quindici minuti mantengono il percorso fluido e permettono visite mirate.

Per i visitatori, il vero errore è voler correre da banchina a banchina: l’approccio più efficace è scegliere pochi temi (performance, sostenibilità, design, brokerage) e seguirli con calma.
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Innovation Route: dove si vede il futuro
Se avete poco tempo, indirizzatevi subito all’Innovation Route, che quest’anno ha selezionato 47 progetti su 120 candidature. Il criterio non è più solo la potenza: molte proposte puntano su efficienza energetica, materiali riciclabili, soluzioni per la biodiversità e nuovi sistemi di gestione dell’acqua e degli ormeggi.

Tra le idee in vetrina ci sono catamarani 100% elettrici e solari, batterie con elevata riciclabilità, piattaforme basate sull’idrogenerazione e tecnologie di foiling applicate alla crociera.
Il riconoscimento è articolato in quattro premi: attrezzatura per la navigazione, prodotto sostenibile, imbarcazione innovativa e iniziativa di responsabilità sociale. I vincitori saranno comunicati l’8 settembre, data che vale seguire per capire le direzioni concrete dell’industria.
Quali imbarcazioni guardare (breve lista pratica)
- Azimut Seadeck 7 – 21,7 m: ibrido pensato per ridurre significativamente le emissioni e per integrare interno ed esterno.
- Sanlorenzo SP92 – equilibrio tra performance e efficienza, con attenzione al linguaggio progettuale italiano.
- Benetti Class 44 – oltre 44 m: volumi importanti e grandi superfici vetrate che avvicinano lo yachting all’architettura residenziale.
- Princess S80 – 25,4 m: sportbridge che privilegia la continuità degli spazi e l’abitabilità.
- Fountaine Pajot Thira 80 – 24 m: catamarano che compete con i motor yacht nel segmento superiore.
- ICE 53 ST – 17,85 m: carbonio e la possibilità di passare dalla crociera alla regata in poche ore.
- FIM 500 Regina – 16,1 m: dayboat con sovrastrutture in fibra di carbonio riciclata.
- Bellini Yacht – tre prime mondiali: uno sguardo sulla rinascita dei cantieri italiani di media dimensione.
- Ferretti Group – sei anteprime: utile per osservare come i brand di un unico gruppo declinano il lusso nautico.
Più grande non significa meno sostenibile
Un paradosso chiaro a Cannes: mentre alcuni yacht salgono di scala e si avvicinano all’estetica dell’architettura contemporanea, la spinta trasversale è verso semplificazione d’uso, elettrificazione e riduzione dell’impronta ambientale. Questo spostamento riguarda sia le unità di 40–50 metri che i battelli destinati alle escursioni quotidiane.
Progetti come moduli per favorire la biodiversità sotto i pontili dimostrano che la sostenibilità è diventata sistemica: non più solo motori puliti, ma attenzione a come i porti e gli ormeggi interagiscono con l’ecosistema marino.
Il ruolo del brokerage e dei water toys
Il mercato dell’usato è un altro indicatore da non sottovalutare: al Yacht Brokerage di Port Canto sono previste oltre 45 imbarcazioni sopra i 25 metri. Il pre-owned racconta domande e tendenze d’acquisto che non emergono dalle prime mondiali.
I water toys, un tempo accessorio, sono oggi parte integrante del progetto di bordo: foil, e-bike acquatiche, tender veloci e sistemi per immersioni diventano elementi che ridefiniscono l’esperienza dell’armatore.
Design italiano sotto i riflettori
L’Italia resta un osservatorio centrale: dai grandi gruppi ai cantieri più giovani, il Made in Italy continua a influenzare linguaggi estetici e soluzioni funzionali. Progetti come l’SL110A Asymmetric mostrano come l’innovazione formale possa ripensare la relazione tra spazi interni e mare.
Cantieri emergenti portano invece nel salone una miscela di artigianalità, estetica contemporanea e approccio internazionale, segnalando una rinnovata competitività del settore nazionale.
Consigli pratici per la visita
Per una giornata: iniziate al Vieux Port al mattino, dove sono concentrate le grandi anteprime a motore; spostatevi a metà giornata al Port Canto per vela, multiscafi e brokerage; seguite l’Innovation Route per capire le novità tecnologiche.
Se avete due giorni, dedicate il secondo alle innovazioni e agli incontri con i cantieri: è lì che si trovano le storie meno scontate e più utili per comprendere le trasformazioni del settore.
Perché conta, oggi
Cannes 2026 non è soltanto una vetrina di lusso: è un banco di prova per soluzioni che avranno effetti immediati su produzione, scelta degli armatori e gestione dei porti. Le scelte tecnologiche e progettuali presentate nelle prossime settimane influenzeranno pratiche di costruzione, normative e mercato nei mesi a venire.
In sostanza: seguire il Festival oggi significa anticipare come si evolverà il modo di vivere il mare nel prossimo futuro.











