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Un ministero del mare per il cluster marittimo

Conferenza a Livorno sul tema “Il ruolo del mare nell’economia nazionale” organizzato dalla Federazione del mare.

Livorno, 20 maggio 2018 – “Visto il peso dell’economia marittima nel nostro Paese – ha detto il segretario generale della Federazione, Carlo Lombardi il nostro auspicio è che le istituzioni si dotino di un Ministero dedicato o un’unità specifica con poteri di coordinamento, un’Agenzia o Segretariato del Mare, eventualmente presso la Presidenza del Consiglio, in modo da dare maggiore efficacia all’attuazione legislativa e amministrativa delle decisioni in campo marittimo”.
E’ tempo di istituire in Italia il Ministero del Mare, o comunque una struttura all’interno del Ministero dei Trasporti che funga da coordinamento di tutto il cluster marittimo. Ne è convinta la Federazione del Mare, che raggruppa le organizzazioni di tutto il comparto marittimo.
Oggi il cluster marittimo industria spende annualmente quasi 20 miliardi di euro in acquisti di beni e servizi. Secondo l’ultimo Rapporto sull’economia del mare (il V) realizzato assieme alla Fondazione Censis, il valore dei beni o servizi prodotti dalle attività marittime, è di 33 miliardi di euro, pari al 2% del Pil e al 3,5 % della sua componente non statale, con una occupazione complessiva di 470mila addetti tra diretti e indiretti. Il trasporto marittimo serve il 90% del commercio mondiale, commercio che nell’ultimo decennio è cresciuto da 6 a 10 miliardi di tonnellate e salirà nel 2030 a 17 miliardi. Complessivamente, nei porti italiani le linee di navigazione internazionali hanno movimentato nel 2016 oltre 480 milioni di tonnellate Oggi la flotta mercantile di bandiera italiana è tra le principali al mondo (la 3/a dei grandi Paesi del G20) e si situa intorno ai 16 milioni di tonnellate di stazza, con posizioni di assoluto rilievo nei settori più sofisticati (ro-ro, navi da crociera, navi per prodotti chimici). L’Italia mantiene la leadership europea nel traffico crocieristico (con 4.600 scali di navi e 6,2 milioni di passeggeri), e nella costruzione di navi passeggeri e yacht di lusso.  

Costituita nel maggio 1994, la Federazione del Sistema Marittimo Italiano (in breve Federazione del mare) riunisce oggi gran parte delle organizzazioni del settore: AIDIM (diritto marittimo), ANCIP(lavoro portuale), ANIA (assicurazione), ASSOPORTI (amministrazione portuale), ASSONAVE (cantieristica navale), ASSORIMORCHIATORI(rimorchio portuale), COLLEGIO CAPITANI (stato maggiore marittimo), CETENA (ricerca navale), CONFITARMA (navigazione mercantile), FEDERAGENTI (agenzia e intermediazione marittime), FEDEPILOTI (pilotaggio), FEDERPESCA (navigazione peschereccia), FEDESPEDI (trasporti internazionali), INAIL/exIPSEMA (previdenza marittima), RINA(certificazione e classificazione) e UCINA (nautica da diporto).
La Federazione del mare, che costituisce il maritime cluster italiano, ha il fine di dare rappresentanza unitaria al mondo marittimo del Paese, per consentirne l’apprezzamento come fattore di sviluppo ed affermarne la comunanza di valori, di cultura e di interessi, che scaturisce anche dal costante confronto con l’esperienza internazionale.

Le attività marittime annualmente producono beni e servizi per un valore di 33 miliardi di Euro (2% del PIL), di cui 6,2 miliardi esportati, ed acquistano presso le altre branche dell’economia forniture per 20 miliardi di Euro, fornendo occupazione a 170 mila addettidirettamente e ad altri 310 mila nelle attività manifatturiere e terziarie indotte.

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Redazione92

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