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Schermi : Fermare inutile cementificazione nel porto di Augusta

Il consigliere comunale di Augusta, esponente  del movimento  Diem 25 , Giuseppe Schermi ha organizzato un incontro pubblico informativo sulle tematiche portuali di sviluppo economico del porto di Augusta

Esponente Diem 2518 settembre 2018 – “La prima  fase di cementificazione , fin’ora, non ha portato nessun beneficio ai traffici . Se ne accorta anche l’Europa che infatti ha cercato di bloccare i fondi per il proseguo. Adesso alla luce della sospensione dei lavori del’hot-spot all’interno dell’area commerciale , annunciata dal sottosegretario del Governo, è stato creato un precedente. Se sono stati sospesi quei lavori precedentemente appaltati, significa che si può fare la stessa cosa con i lavori del terzo lotto che cementificherebbe inutilmente una vasta area di zona umida, l’attuale area tra il fiume Mulinello e il parco dell’hangar“.

Per portare avanti quest’iniziativa nelle prossime settimane, in attesa di una risposta del  ministro Toninelli, a cui il consigliere comunale si è rivolto, Schermi ha già indicato alla stampa e ai presenti una sua agenda operativa. “Richiesta al presidente della commissione comunale “Sviluppo Economico”  per avviare un’indagine sull’ampliamento delle banchine dell’area commerciale a Punta Cugno.  Richiesta di un tavolo di concertazione tra enti preposti e associazioni del territorio“.

attuale area commerciale
Nuovo terminale
progetto Augusta

Schermi pone all’attenzione dell’opinione pubblica una  pregiudiziale su quei lavori di ampliamento di un’area commerciale che è stata pensata oltre 30 anni fa. Il progetto delle banchine e dei piazzali è  quello dell’Asi. Ma allora  si pensò di sfruttare un’area  a evidente vocazione turistica e diportistica, vista la presenza di unicità storiche come l’ex hangar per dirigibile e le due fortezze di epoca Spagnola Garcia e Vittoria.

Con il senno di dopo in effetti chiunque abbia un briciolo di  buon senso oggi dovrebbe convenire che obiettivamente non è positivo  fare attraversare a una nave di modeste dimensioni tutta la rada per circa 6 km ( circa 4 miglia) ,troppi tempi morti per entrare e uscire dal porto. Invece sarebbe meglio con la banchina attrezzata sulla diga foranea Sud ( “canale inglese”), la stessa nave farebbe metà del percorso senza  problemi. 

Entrata e uscita sarebbe molto più agevole . Invece si continua a portare avanti un progetto antiquato che come sostengono in tanti sarebbe una inutile cementificazione di un’area che invece potrebbe essere sfruttata in maniera più eco-sostenibile per il turismo storico/naturalistico.

La giunta nel 2016 – ha ricordato Schermi –  era già contraria alla cementificazione. Me lo ricordo bene perché allra io ero l’assessore della giunta Di Pietro con delega al Porto. Poi , dopo che sono uscito dalla giunta, nessuno ha più  aperto un contenzioso. Solo silenzi. Eppure i 5 stelle sanno che quella’area fa parte del Piano regionale delle aree umide della Sicilia, entrato in vigore nel dicembre 2017. A partire dal 2016 – sostiene Schermi –  il comune  non ha mai preso posizione.

Personalmente ho presentato interrogazioni e una mozione per  abbandonare il progetto di cementificazione del Mulinello. La mozione è stata bocciata in aula dalla maggioranza“. Ma come utilizzare quelle aree che rischiano di essere cancellate dal cemento?

Potrebbe essere auspicabile che la stessa Port Authority, che ha un sostanzioso fondo cassa, -ha detto Schermi – mettesse a disposizione  10 milioni di euro da investire in quell’area per  restaurare  e collegare il parco dell hangar alla sottostante area ex idroscalo e i forti Spagnoli.

Si potrebbe realizzare anche  un pontile da utilizzare per le visite ai forti. Le port authority sono state create per sviluppare economia  nei porti . Anche il turismo e il diporto potrebbe essere una maniera per offrire un diverso sviluppo eco sostenibile“.

Già altre port authority italiane e nel mondo hanno sviluppato e realizzato collegamenti tra porto e città tramite water-front urbani inseriti nei piani regolatori. Augusta è forse l’unica città al mondo senza un water-front urbano con le sue aree portuali, un esempio di  miopia programmatica , un possibile futuro negato , una diversificazione eco sostenibile negata  anche grazie a previsioni e master-plan di progetti  che sono fuori da ogni rosea previsione. Lo sviluppo di un porto non passa necessariamente per la cementificazione di vaste aree. Questo l’Europa lo sa, lo ha già fatto notare nel recente passato.  Bisognerà capire se e quando anche il ministro Toninelli riuscirà a scoprirlo. -2018 © www.harbours.net



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Gianni DAnna

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