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Porto di Augusta. Le ragioni del mancato sviluppo secondo il sindacato UGL

La sospensione della realizzazione  di un hot-spot per i migranti  non significa rilanciare il porto di Augusta. Come sindacato siamo stanchi di ascoltare scuse sul mancato sviluppo dei traffici commerciali.

 

 

Porto di Augusta24 settembre 2018 –  Il sindacato  Unione Generale del Lavoro interviene a  seguito dell’annuncio del sottosegretario agli Interni   Carlo Sibilia che circa una settimana fa ha confermato, durante una visita ad Augusta , che non ci sarà più una struttura per accoglienza e identificazione migranti nell’area commerciale del Porto di Augusta.  Il  Segretario Provinciale dell’UGL Mare  Salvatore Abramo  oggi commenta che “Assieme al segretario generale Antonino Galioto da anni seguiamo l’evoluzione strutturale e programmatica dello scalo Megarese”.

La precisazione del sindacato probabilmente si riferisce alle affermazioni del sottosegretario , più volte, infatti , l’esponente del Governo ha sostenuto che “adesso, restituiamo  quell’area commerciale è potrà riprendere a fare fatturato“.  Come se fosse la presenza di quell’area occupata per l’accoglienza migranti a limitare lo sviluppo portuale.  “Non era l ‘area Hotspot a bloccare il futuro dell’aera Commerciale –   sottolinea Abramo –   sicuramente ne poteva ostacolare, in parte,   lo sviluppo,  ma per rilanciare e rendere competitivo lo scalo è ovvio che  occorrono le Infrastrutture e gli investimenti  per  realizzare un Porto Hub e non solo come  pura denominazione”.




Poi il sindacalista elenca una serie di  “disattenzioni” che  rendono l’idea della cattiva gestione di spazi e banchine dello scalo Augustano.   “Mantenere occupato , per esempio, il pontile ro-ro con un traghetto/relitto è stata una scelta errata. Così come errata la soluzione di arenare la stessa nave nella zona antistante i bacini di carenaggio,   non significa rilanciare le tratte dei traghetti da e per Augusta, ma aumentare la presenza in Rada di relitti inquinanti.  Il Pontile RoRo, per anni è stato utilizzato per affiancare un  traghetto in disuso, invece di essere utilizzato per il traffico passeggeri o gommato come per esempio una tratta Augusta-Malta o Augusta-Salerno.

Come sindacato -continua Abramo – siamo stanchi di ascoltare scuse sul mandato  decollo dello Scalo Commerciale . Già nel  2010 una società Giapponese  aveva interesse a gestire un Terminal Container, con un considerevole investimento,  per poi abbandonare il progetto per evidenti problemi burocratici che hanno rallentato il progetto. Da allora , nessuna novità, nessuna nave Container è mai attraccata alle  banchine, quanto  dobbiamo ancora attendre? Non è stata la presenza dei migranti, il cui numero  è notevolmente diminuito  ad aver bloccato o impedito il traffico container”.

Per non dimenticare l’installazione su quelle banchine di due “inutili” gru  il cui acquisto e montaggio è stato  solo un inutile spreco di svariate decine di milioni di euro. Oggi si apprende che quelle gru dovranno essere smontate con un evidente danno erariale.  “Bisogna entrare nella mentalità del fare,  – continua il sindacalista – occorre velocizzare nel rendere operative le infrastrutture già presenti e non solo quelle realizzabili in futuro. Non è meno  importante, il collegamento ferroviario  con l’area commerciale, inserita nelle Reti-Ten-T, di cui non si può fare a meno.  E’ il momento  – conclude Abramo – che si faccia realmente qualcosa, altrimenti, pur essendo un Porto al Centro del Mediterraneo, non saremo mai competitivi ne’ con i Porti Nazionali ne’ con quelli internazionali”. – 2018 © www.harbours.net



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Redazione92

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