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Porto di Augusta : Inchiesta Bordeless, sequestro nave Aquarius

 Due gli agenti marittimi del porto di Augusta coinvolti nelle indagini della Guardia di Finanza coordinate dalla Procura di Catania. Medici senza Frontiere si difende  commentando che si tratta di un provvedimento inquietante

 

 

Nace Aquarius Medici senza Frontiere

20 novembre 2018 –   L’inchiesta avrebbe  accertato che i membri di Msf e i due agenti marittimi  di Augusta Francesco G. e Giovanni  R.  ,solo per gli approdi ad Augusta, concordavano “sistematicamente” lo smaltimento illegale dei rifiuti   “eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva“. Rifiuti pericolosi ritenuti dagli investigatori  “a rischio infettivo , sanitari e non,  che sarebbero stati  scaricati  sulla banchina “in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani (37 volte per l’Aquarius e 7 per la Vos Prudence)”   questa l’ipotesi di reato nei confronti della Ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo dell’Aquarius (attualmente nel porto di Marsiglia) e di 460 mila euro.

L’indagine di Guardia di Finanza e Polizia, coordinata dalla Procura di Catania, avrebbe accertato uno smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24  tonnellate di rifiuti indifferenziati.  L’accusa nei confronti di Msf riguarda la  nave Aquarius, per il periodo da gennaio 2017 a maggio 2018, sia la Vos Prudence, la nave utilizzata dalla Ong tra marzo 2017 a luglio 2017.  Nel registro degli indagati sono finiti alcuni membri dell’organizzazione, il Centro operativo di Amsterdam che gestiva l’Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles, che invece ha gestito e finanziato le missioni di soccorso della Vos Prudence.



Nel porto Megarese la nave Aquarius  è approdata l’ultima volta il 12 marzo  2018  con  280 migranti soccorsi nei giorni  precedenti nel Canale di Sicilia.  Migranti  provenienti da 22 paesi. Inizialmente lo sbarco era previsto al porto di Pozzallo.  Sull’imbarcazione anche il bambino di 14 anni fuggito dalla Libia con i due fratelli, affetto da leucemia. I tre fratelli erano stati recuperati  a bordo di un gommone in difficoltà. Come avviene ad ogni approdo, di ogni nave che sosta nel Porto di Augusta,  ha l’obbligo di  consegnare i rifiuti di bordo  alla  ditta specializzata che ha il  compito di raccolta e distruzione nell’impianto di incenerimento che è autorizzato anche per la termo distruzione dei rifiuti sanitari. 

Sono complessivamente 24 gli indagati coinvolti dall’inchiesta.  Undici i porti  toccati dalle due navi di Medici senza Frontiere. : Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina in Sicilia, Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro in Calabria, Napoli e Salerno in Campania, Brindisi in Puglia. Tra i rifiuti scaricati la procura indica “gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi“. Secondo quanto avrebbero accertato gli investigatori  tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi Vos Prudence e Aquarius  anche in presenza di “numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani” duranti i quali sono stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati“.

L'Acquario è natoA margine della notizia di cronaca il commento del ministro degli Interni Matteo Salvini : “Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti”.  L’organizzazione si difende con  Karline Kleijer Responsabile delle emergenze per MSF : “Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini, ora veniamo accusati di far parte di un’organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l’estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare”. 

Mentre Gabriele Eminente Direttore Generale MSF Italia  sostiene :”Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria. L’unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all’incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati.” – 2018 www.harbours.net

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Redazione92

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