Logo

Oltre 60 migranti sbarcano a Lampedusa

Sei piccole imbarcazioni, con a bordo in totale di 66 migranti, sono state bloccate nella notte tra venerdì e sabato a Lampedusa.

 

Isola di lampedusa © Google

 

02 settembre 2018 – I carabinieri della stazione dell’isola  hanno prima bloccato tre natanti, con a bordo complessivamente 30 persone, che erano appena approdate  al molo Favarolo e poi un’altra piccola imbarcazione, con a bordo 14 migranti, che era riuscita a spingersi fino a cala Palme. La Guardia costiera, nelle acque antistanti alla più grande delle isole Pelagie, ha intercettato e fermato, invece, altri due natanti con a bordo 8 e 14 tunisini. Tutti i 66 migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola.

Questi  sbarchi farebbero pensare a un ritorno al passato, alla migrazione “fai da te” .  Preoccupa la ripresa dei combattimenti in Siria e in Libia.  Mentre un nuovo rapporto dell’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr segnala che “negli ultimi tre anni il Mediterraneo è diventato sempre più mortale per i migranti che tentano di attraversarlo“.  Il documento, dal titolo Desperate Journeys, mostra che “oltre 1.600 persone sono morte o disperse mentre tentavano di raggiungere l’Europa finora quest’anno“.

Come riferisce l’agenzia Onu in una nota, “il rapporto mostra che mentre il numero totale di persone arrivate in Europa è diminuito, il tasso di morti è aumentato drasticamente, in particolare per coloro che attraversano il Mar Mediterraneo. Nel Mediterraneo centrale, una persona è morta o è scomparsa ogni 18 persone che hanno attraversato le sue acque tra gennaio e luglio 2018, a fronte di una vittima ogni 42 persone nello stesso periodo nel 2017“.

Questo rapporto conferma ancora una volta che il Mediterraneo è una delle traversate marittime più mortali al mondo –  ha commentato  la direttrice dell’Ufficio per l’Europa dell’Unhcr, Pascale Moreau. – Con il numero di persone che arrivano sulle sponde europee in calo, questo non è più un test per stabilire se l’Europa possa gestire i numeri, ma se l’Europa possa avere l’umanità di salvare vite umane“.

Il rapporto Unhcr segnala che “lungo la rotta del Mediterraneo centrale, finora quest’anno ci sono stati dieci incidenti in cui sono morte 50 o più persone, la maggior parte dopo essere partite dalla Libia. Sette di questi incidenti sono avvenuti a partire da giugno. Lungo la rotta marittima dal Nord Africa alla Spagna, più di 300 persone sono morte quest’anno, un netto aumento rispetto al 2017, quando furono registrate 200 vittime in tutto l’anno.

Ad aprile di quest’anno, quando oltre 1.200 migranti hanno raggiunto la Spagna via mare, il tasso di morti è salito fino a un morto ogni 14 persone in arrivo in Spagna via mare. Più di 78 morti tra rifugiati e migranti sono stati registrati finora lungo le rotte via terra in Europa o alla sua frontiera, rispetto ai 45 dello stesso periodo dell’anno scorso“. Negli ultimi mesi, l’Unhcr, insieme all’agenzia Onu per le migrazioni Oim, ha chiesto all’Europa di realizzare un approccio regionale per il salvataggio e lo sbarco delle persone in difficoltà nel Mar Mediterraneo e di aumentare l’accesso a percorsi sicuri e legali per i rifugiati, aumentando i luoghi di reinsediamento, rimuovendo gli ostacoli al ricongiungimento familiare e fornendo alternative a tragitti potenzialmente mortali. – 2018 © www.harbours.net



Related Post

Redazione92

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi