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GreenPeace lancia Plastic Radar, segnala la plastica

Greenpeace lancia Plastic Radar, un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali dei mari italiani.

 

Greenpeace Plastic Radar01 giugno 2018 – Da oggi è possibile partecipare all’iniziativa lanciata da Greenpeace utilizzando la più comune applicazione di messaggistica istantanea, Whatsapp, inviando le segnalazioni al numero di Greenpeace +39 342 3711267. Basta allegare un’immagine e le coordinate geografiche del luogo di ritrovamento. Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni. “L’iniziativa, oltre a far luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari italiani, vuole individuare anche i principali marchi che, da anni, continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero – sostiene Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia -. Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta“. 

A partire dagli anni cinquanta – spiega Greenpeace – le grandi multinazionali hanno invaso il mondo con enormi quantitativi di plastica, spesso senza alternative. Basta entrare in un supermercato o in un negozio per rendersi conto di quanta plastica (spesso inutile) viene utilizzata per confezionare alimenti, bevande, prodotti per l’igiene domestica e personale.

La plastica è un materiale leggero, resistente e di lunga durata eppure gran parte della plastica prodotta a livello globale viene utilizzata solo per pochi secondi in confezioni usa-e-getta anziché multiuso. Ma la plastica quando finisce nei mari può restarci per secoli. Un vero paradosso!”

Numerosi oggetti in plastica monouso fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Secondo le segnalazioni che stanno arrivando a Plastic Radar, i più comuni nei nostri mari e spiagge sono:
 Bottiglie ,  Confezioni Alimenti ,  Sacchetti.  Oltre il 90% della plastica prodotta non è mai stata riciclata e quando finisce in mare può restarci anche per secoli: un sacchetto impiega fino a 20 anni per degradarsi, una cannuccia o una bottiglia impiegano fino a 500 anni, un contenitore in polistirolo fino a 1000 anni!  Invia una segnalazione




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Redazione92

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