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Federagenti : Il porto di Genova reagirà

Federagenti tramite il presidente Duci suona la carica per una risposta unitaria di tutti gli ambienti portuali l’indomani del tragico crollo del viadotto Morandi. 

 

Presidente Federagenti18 agosto 2018 – Il tragico crollo di Genova metterebbe  50mila posti di lavoro dell’indotto del Porto Ligure.  “Il porto di Genova sarà in grado di soddisfare pienamente e regolarmente la domanda di servizi sia legata al traffico internazionale delle merci sia relativa ai passeggeri, sia su navi da crociera che su ferries. Il porto sarà in grado di operare a pieno regime adottando una serie di misure immediate in grado di supplire, anche e specialmente in tema di viabilità, ai danni provocati all’autostrada dal crollo di ponte Morandi“.

Lo afferma Federagenti, la Federazione degli Agenti Marittimi italiani, insieme con la sua associazione locale, Assagenti Genova, che hanno il contatto diretto con i gruppi armatoriali e le compagnie di navigazione che scalano a Genova. In base all’analisi sui flussi attuali di traffico e sulle previsioni per i prossimi mesi attuata dalla Emergency Room costituita all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale, Federagenti rassicura la comunità marittima internazionale. Ciò avverrà anche grazie al ripristino a breve della piena operatività del collegamento ferroviario.

Lasciamo perdere le soluzioni miracolistiche o le invenzioni. L’Italia del Nord e non solo Genova sono spaccate in due, noi dobbiamo riunirle. E ciò significa sacrifici per tutti, specie per chi opera nella logistica e nel porto. Il primo porto d’Italia non deve cedere alla tentazione della sconfitta“. Il presidente di Federagenti Gian Enzo Duci lancia un  appello alla concretezza dopo la tragedia del crollo di ponte Morandi, per dare risposte alla città e al porto.

Serve un lavoro serio – spiega – per capire cosa si può fare da qui a 15 giorni, a 3 e a 6 mesi. Un programma che va comunicato al mercato rassicurandolo sul fatto che le problematiche di viabilità non sono legate alla partenza e all’ arrivo delle merci da Genova. Dobbiamo cercare di capire quali sono le modalità per consentire l’operatività del porto facendo meno danni possibile alla viabilità urbana, provocare gli effetti minori sulla città cercando di tenere un livello qualitativo del servizio per la merce tale da non indurre nessuno a pensare di passare con le merci da un’altra parte e non da Genova” 

Secondo gli  addetti ai lavori le soluzioni ci sono, passano da un orario allungato del porto, dall’accelerazione dei lavori di lungomare Canepa, dal diverso utilizzo delle due strade lungo il Polcevera. La criticità sul transito delle merci si potrà gestire, secondo il presidente di Federagenti, che mette invece l’accento più sul traffico dei passeggeri dei traghetti come vero punto dolente: “Quattro milioni di passeggeri considerando Genova e Savona sono “la” criticità”  – sottolinea Duci –  Anche il governo ha proclamato uno stato di emergenza di 12 mesi. Per noi l’emergenza è oggi. Genova, questo lo sappiano gli altri italiani, non molla. Lo ha dimostrato in passato, lo dimostrerà anche oggi, ma nessuno pensi per interesse politico, ignoranza, superficialità a metterci i bastoni fra le ruote”.

Il crollo del ponte Morandi rappresenta, oltre che un fatto di una gravità inaudita, una pesante emergenza per la portualità ligure, di gran lunga la più importate d’Italia“. Lo sostiene Luigi Merlo, presidente Federlogistica-Conftrasporto ed ex presidente del Porto di Genova, il cui “primo pensiero va a tutte quelle persone che ieri hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi“.  Secondo Merlo : “l’inadeguata infrastruttura ferroviaria a completamento del terzo valico ancora in corso e il mancato completamento del raddoppio Genova-Ventimiglia limitano i collegamenti al solo trasporto stradale. La mancanza di alternativa al ponte Morandi, per l’assurda opposizione alla Gronda autostradale, rischia di mettere in ginocchio un’economia che al solo erario statale garantisce ogni anno quasi 5 miliardi di entrate tra Iva e accise generate dalla attività portuale“. – 2018 © www.harbours.net



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Redazione92

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