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Augusta. In arrivo un’altra nave al rimorchio

Un gigante del mare  lungo 268 metri e largo 42 , trainato da due rimorchiatori d’altura ,da giorni staziona davanti alla costa Augustana. Da ieri sera è entrata nelle acque italiane, probabilmente in attesa di ricevere il via libera per entrare in porto

 

Nave Firenze13 ottobre 2018 – Il Porto di Augusta si è capito da alcuni anni, grazie alle autorità marittime preposte alla sicurezza della navigazione e allo sviluppo portuale,  ha una particolare vocazione ad accogliere  navi giunte alla fine della loro vita operativa.  La Rada Megarese è stata trasformata in un immenso “ospizio” per navi in pensione.  Da  settimane stiamo osservando le manovre dei due rimorchiatori, il Maersk Trader ( 4678 Stazza lorda  lungo 73.2 larga 20 metri ) e il GH Voyager ( 2922 stazza lorda lungo  76.5 e largo  17.5 metri ) che hanno al seguito la nave Firenze , costruita nel 1989, 59.481 tonnellate di stazza lorda,95.537 tonnellate di portata, dotato ancora da apparato di propulsione a differenza di altre FPSO ( Attualmente in : Restricted Manoeuvrability –  cioè quando la nave è senza propulsione).

Una nave particolare la Firenze :  Unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico. Un deposito di greggio galleggiante utilizzata nei pressi dei  pozzi petroliferi in mare. La Firenze era a servizio del giacimento Aquila nel mare Adriatico, davanti alle coste pugliesi. La Eni ha deciso di porla in pensione.  Cinque mesi fa  alla nave pare sia  stato rifiutato l’ingresso  nel Porto di Genova per lavori di bonifica.  La Capitaneria di Porto di Genova, ad Aprile,  ha reso noto che l’Eni (proprietaria dell’unità tramite la controllata Floaters Spa) ha richiesto la dismissione della bandiera italiana, per passaggio a bandiera di Panama.

La nave era stata acquistata dalla Saipem  nel 2013  oltre 300 milioni di euro. Adesso il destino della Firenze sembra essere già segnato : disarmo .  Attualmente a bordo della nave dovrebbe essere imbarcato un numero minimo di marittimi per le operazioni di traino ed  eventuale ormeggio.  Le domanda  degli addetti ai lavori sono : che ci fa la Firenze nei pressi del porto di Augusta? E’ la sua meta finale per il disarmo? Come mai è stato scelto il porto Megarese per quest’operazione? Quale pontile o banchina sarà destinato per questo gigante del mare?    Chi e perché ha scelto il Porto di Augusta? Quello delle navi in disarmo negli ultimi anni  sembra diventata una soluzione prediletta. Che senso ha l’accoglienza di navi operative che, come accaduto in passato, occupano spazi portuali e rischiano di limitare altre attività commerciali? 

E’ accaduto  con la   Oruc Reis, una nave che per un’avaria era rimasta ferma a largo del Porto di Pozzallo per oltre una settimana, 10 marittimi , compreso il comandante, hanno abbandonato il mercantile a sette miglia al largo. Il mercantile con un carico di alluminio e rottami di ferro,per un valore complessivo di circa dieci milioni di euro, è arrivata nella Rada Megarese trainata da  rimorchiatori, con un equipaggio di tre persone, senza comandate.  

E accaduto con il traghetto  Aeolos Kenteris, sequestrato dal 24 agosto 2016 con un provvedimento del Tribunale Siracusa  che ha disposto il sequestro conservativo della nave per una somma complessiva di 5 milioni di euro. L’armatore infatti è debitore di alcune società che vantano crediti per noli e servizi non pagati.  La nave è rimasta ormeggiata, inoperativa,  per circa due anni ad occupare inutilmente spazio al pontile Ro-Ro ,  senza personale a bordo.  

 Quella grande nave  bianca e blu adesso fa parte del paesaggio a poche decine di metri dall’area umida delle ex saline Migneco-Lavaggi. E’ stata portata in quell’area area, dove sono già presenti decine di carcasse inquinanti di navi, per essere “messa in sicurezza” per evitare che affondasse affiancata al pontile Ro-ro. Fa parte adesso del vistoso e inquinante cimitero delle navi della Rada Megarese. (Leggi  I relitti della Rada Megarese... )

Da decenni a detta degli ambientalisti appare inappropriata  la presenza ingombrante di decine di relitti che quotidianamente rilasciano sostanze inquinanti nell’ambiente. Sono due le aree interessate a questo problema che non sembra interessare agli enti preposti. La prima zona è quella adiacente all’area militare di Punta Cugno dove da decenni sono presenti decine di unità dismesse, sommergibili, corvette e fregate, altri mezzi di servizio. Una seconda area si trova nella zona Nord della Rada Megarese , antistante l’ex idroscalo e l’area umida delle ex Saline “Migneco-Lavaggi”.- Gianni D’Anna  2018 © www.harbours.net



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Redazione92

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