Porto di Augusta - Augusta's port news
HOME VELA NEWS ARCIPELAGHI PORTI MEDITERRANEO




Harbours.net - La guida ai porti di Sicilia


Maxcom coinvolta nel riciclaggio di Gasolio libico

18 ottobre 2017 - Si è appena conclusa la conferenza stampa che ha illustrato i dettagli dell'operazione "Dirty Oil" che ha impegnato le Fiamme Gialle per circa un anno. Nove persone arrestate per "associazione a delinquere", cinque italiani, due libici e due maltesi. Del gruppo, infatti, farebbero parte miliziani libici, società Maltesi e la Maxcom. La Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania, con la collaborazione del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), a conclusione di un'indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica etnea. La complessa investigazione economico - finanziaria ha fatto emergere "un sofisticato traffico illecito internazionale di carburante trafugato dai depositi libici". Coinvolti quattro soggetti della società che ad Augusta gestisce un deposito costiero.
Misura cautelare in carcere per Marco Porta , 48 anni, amministratore delegato della Maxcom Bunker SpA, società con sede legale a Roma, che svolge l'attività di commercio all'ingrosso di prodotti petroliferi e di bunkeraggio delle navi, secondo gli investigatori si sarebbe avvalso della complicità di alcuni dipendenti della società. Si tratta di Rosanna L.D., 48 anni, consulente esterna ; Stefano C. , 48 anni, addetto all'ufficio commerciale e Antonio B. , 61 anni, responsabile del deposito costiero di Augusta. Questi ultimi posti agli arresti domiciliari.
La misura del carcere è stata applicata anche a Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias "il Malem" (il capo), nato a Zuwarah in Libia, fuggito dal carcere nel 2011 con la caduta del regime di Gheddafi. L'uomo, che stava scontando una condanna a 15 anni per traffico di droga, avrebbe guidato una milizia armata stanziata nella zona costiera al confine con la Tunisia ed è stato recentemente posto agli arresti per contrabbando di carburanti da parte delle Autorità libiche. Le porte del carcere si sono spalancate per il catanese Nicola Orazio Romeo, 45 anni, indicato da alcuni collaboratori di giustizia quale appartenente alla frangia mafiosa della famiglia Ercolano. Romeo è già stato denunciato nel 2008 per la sua appartenenza mafiosa ai Santapaola e per alcune azioni estorsive perpetrate nelle zone di Acireale e Aci Catena.
Coinvolti anche due cittadini maltesi i fratelli Darren e Gordon Debono ,45 e 43 anni. Secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle questi ultimi con Romeo, hanno curato il trasporto via mare gestendo anche il reticolo di società commerciali coinvolte nel business; un cittadino libico, originario di Zuwara, Tareq Dardar, considerato "collettore dei pagamenti e dei flussi finanziari veicolati su conti esteri nella disponibilità del Ben Khalifa". Per questi soggetti la Procura distrettuale di catania ha richiesto l'emissione di un mandato d'arresto internazionale. Le indagini avrebbero scoperto un'associazione a delinquere internazionale dedita al riciclaggio di gasolio libico , il prodotto era illecitamente asportato dalla raffineria libica di Zawyia (a 40 km ovest da Tripoli) e "destinato, dopo miscelazione, a essere immesso nel mercato italiano ed europeo anche come carburante da autotrazione".
L'associazione , secondo gli investigatori, si è avvalsa anche dell'opera di miliziani libici armati dislocati nella fascia costiera confinante con la Tunisia.
I magistrati hanno riconosciuto in questa fare investigativa l'aggravante mafiosa per la presenza di Romeo ritenuto vicino alla famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. In un anno d'indagini, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania, sono riusciti a documentare dettagliatamente oltre trenta viaggi di petroliere che avrebbero trasportato dalla Libia oltre 80.000 tonnellate milioni di kg. di gasolio per un valore all'acquisto di circa 30 milioni di euro.
Durante la conferenza stampa odierna è stato svelato che : "Il gasolio libico - trafugato dalla National Oil Corporation, la compagnia petrolifera nazionale della Libia, riciclato e immesso, all'insaputa dei consumatori finali, anche presso distributori stradali - è un carburante avente tenore di zolfo minore di 0,1% ed è destinato al "bunkeraggio" ossia al rifornimento, in ambito portuale, di carburanti o di combustibili a unità navali. Il prodotto in questione, dopo miscelazioni presso i depositi costieri della MAXCOM di Augusta, Civitavecchia e Venezia, era succesivamente immesso sul mercato italiano ed europeo (Francia e Spagna in particolare) a un prezzo similare a quello dei prodotti ufficiali pur essendo la qualità dello stesso inferiore".
Secondo l'accusa :"La stabile associazione criminale mirava ad acquisire la disponibilità di un flusso continuo di gasolio libico a un prezzo ribassato rispetto alle quotazioni ufficiali (in alcuni casi anche fino al 60%) così garantendo alla società italiana acquirente un margine di profitto costante e più elevato. Gli ideatori del lucroso affare internazionale, al fine di ostacolare la ricostruzione dei passaggi materiali, documentali e finanziari sottesi al commercio di gasolio, hanno costruito un variabile sistema di società, a più livelli, poste fittiziamente tra venditori e acquirenti finali. La frode è stata attuata mediante il ricorso a falsa documentazione attestante inizialmente l'origine saudita del gasolio "libico" e poi, successivamente, la non veritiera cessione del carburante da una delle società sussidiarie della National Oil Corporation in Libia".
Attraverso specifici controlli gli esperti delle Fiamme Gialle avrebbero scoperto che "il prodotto non era più accompagnato da certificati attestanti la falsa origine saudita ma da falsi certificati libici, realizzati attraverso la pratica corruttiva in quel Paese". E' stato così possibile ricostruire con precisione le rotte delle navi impiegate dal sodalizio criminale per il traffico illecito di prodotti petroliferi tra la Libia, Malta e l'Italia . Anche le Nazioni Unite hanno evidenziato l'imponente dimensione del "contrabbando di benzina sia dentro sia fuori dalla Libia, che conduce al mercato nero e che fornisce una fonte significativa d'introiti per i gruppi armati locali e le reti criminali".
E' stato appurato che Ben Khalifa , controllando le acque antistanti i porti libici di Abu Kammash e Zwarah, consentiva a navi cisterna di rifornirsi del gasolio proveniente dalle raffinerie attraverso pescherecci appositamente modificati e/o altre navi cisterna di piccole dimensioni. Alcune di queste navi, giunte al largo di Malta, procedevano a un ulteriore trasbordo su natanti nella disponibilità di società maltesi, le quali s'incaricavano di cambiare i certificati di carico , poi di trasportarlo presso porti italiani per conto della società Maxcom Bunker SPA,. I natanti utilizzati per l'illecito trasporto disattivavano il dispositivo di identificazione al fine di celare la loro reale posizione.
La distribuzione del carburante avveniva in Sicilia e in Campania riuscendo, al contempo, a smascherare una distinta associazione a delinquere finalizzata alla sistematica evasione dell'IVA e alla vendita a distributori stradali "compiacenti" - ubicati in Catania e provincia - di gasolio "extra-rete" in frode a consumatori e compagnie di bandiera. Tale struttura illecita risulta composta da società cartiere ubicate in Catania e nel siracusano nonché da depositi fiscali nel trapanese e depositi di stoccaggio nel catanese unite tra loro da apparenti rapporti commerciali attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
La Procura ha autorizzato l'utilizzo di dispositivi in grado di intercettare conversazioni tenutesi tramite l'impiego di apparati satellitari. In particolare, quale prima sperimentazione effettuata in Italia, i finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo P.T. di Catania hanno eseguito la captazione di conversazioni tra telefoni satellitari operando a bordo dei mezzi aeronavali del Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e con il contributo tecnico fornito dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata . Tutte le persone coinvolte nei prossimi giorni saranno ascoltate alla presenza dei loro legali di fiducia. Il GIP dovrà poi confermare o meno le misure cautelari. - 2017 © www.harbours.net




E-Mail contact harbours@harbours.net
HTML and Services by © 1998/2017 Internet Network Solutions - Italy/UE - All Rights Reserved