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Porto di Augusta : Sei arresti per furto di carburante

25 ottobre 2017 - Il porto di Augusta torna sotto i riflettori della cronaca locale. Ieri sera agenti della polizia di frontiera marittima e del commissariato di Augusta, hanno arrestato sei persone, dipendenti di una società che nella Rada Megarese fornisce il servizio di rifornimento bunker alle navi. Sono tre residenti ad Augusta : Innocenzo R. 26 anni; Domenico A. ,50 anni; Pietro M. 60 anni. ; Due originari di Pozzallo Ignazio I. , 57 anni; Salvatore C. 63 anni. Un residente a Riposto Giuseppe F. 58 anni . Tutti incensurati.
Avevano pensato che il prelievo di poche centinaia di litri di gasolio, prelevati la notte, non sarebbe stato scoperto proprio nel porto che da oltre cinquant'anni rifornisce di milioni di tonnellate di carburante gran parte delle stazioni di servizio dell'Italia. Così alcuni marittimi hanno trasformato il loro ambiente di lavoro, le bettoline su cui sono imbarcati, come distributore di carburante per le loro autovetture personali. Evidentemente qualcosa non ha funzionato. In sei sono finiti nella rete delle forze dell'ordine, accusati di "furto di carburante in concorso tra loro".
Il carburante imbarcato sulle bettoline è già come se fosse "esportato" perché destinato a rifornire le navi mercantili in rada. Il gruppo è stato tenuto sotto osservazione dagli investigatori che hanno potuto documentare l'azione criminosa e le operazioni di rifornimento delle autovetture. Di solito il furto avveniva nei momenti di cambio turno dell'equipaggio, specialmente nelle ore serali e notturne, al riparo da occhi indiscreti, nella semi oscurità .
Gli agenti hanno appurato che gli accusati, a turno, scendevano sulla banchina con un bidone di plastica pieno di carburante, si avvicinavano alle autovetture parcheggiate nei piazzali e versavano il gasolio nel serbatoio. Sono in corso ulteriori indagini per appurare eventuali altre persone coinvolte. Quello del furto di carburante è un reato che ad Augusta è stato più volte smascherato nel passato, in ambienti civili e militari. Gli arrestati, secondo quanto predisposto dal magistrato del Tribunale di Siracusa, sono stati posti agli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni compariranno, per essere ascoltati con l'assistenza di legali di fiducia , davanti al Gip che dovrà decidere se confermare la misura cautelare in attesa del processo. I sei adesso potrebbero rischiare anche il licenziamento dal posto di lavoro. 2017 © www.harbours.net




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