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MOZIONE AMATO: LA SICILIA FUORI DAL PIANO TRASPORTI EUROPEO
25 luglio 2011 -Il consiglio provinciale ,nei giorni scorsi, ha votato all'unanimità un ordine del giorno proposto dal capo gruppo del PDL Paolo Amato. Il consigliere di Augusta ha voluto accendere i riflettori su una questione molto importante che riguarda anche il futuro del porto di Augusta e della Sicilia. Da indiscrezioni di stampa pare che recentemente dalla bozza relativa alle strategie dei trasporti europei sia stato cancellato il Corridoio Berlino-Palermo. Il consiglio provinciale chiede agli "Eurodeputati di protestare con forza a questo cambio di strategia, che la deputazione nazionale siciliana si muova e si mobiliti perché quello che si sta prospettando è di un'assurdità fuori dalla logica". Ci si augura che "dalla Sicilia , comuni, provincia , regione parta una protesta così energica da fermare un progetto che fermerebbe per 10 anni ogni capacità di sviluppo regionale". La proposta da parte della Comunità Europea di abolire il Corridoio 1 "Berlino - Palermo" e sostituirlo con il Corridoio 5 "Helsinki - La Valletta" ha scatenato diverse polemiche, questa alternativa inserita nella proposta di bilancio della Comunità Europea per il 2020 sarebbe un colpo mortale per la Calabria e la Sicilia che verrebbero tagliate fuori dal disegno strategico dei trasporti europei.
Paolo Amato nella sua mozione ricorda che :"La proposta del Commissario ai Trasporti , l'estone Kallas, che prospetta il corridoio 5 Helsinki- Malta, passando da Danimarca, Germania, Brennero( comprendendo la nuova galleria), Verona, Napoli e Bari porto di partenza dei traghetti per l'isola dei Cavalieri. Un progetto che esclude dal sistema Calabria e la Sicilia. Quello che sarebbe più logico invece la partenza dei traghetti da Catania, Augusta o Pozzallo, com'è stato fin'ora. Una variazione illogica e insostenibile. Se l'Unione europea vuole agevolare la piccola Malta deve rafforzare i collegamenti con la Sicilia, non con Bari. L'Unione europea - sottolinea Amato - cofinanzierà l'alta capacità ferroviaria Napoli -Bari con una spesa prevista di 5 miliardi di euro). L'UE difficilmente cofinanzierà altre opere da Napoli in giù incominciando dal ponte sullo stretto. Sarebbero a rischio anche i cofinanziamenti per la ferrovia Siracusa - Catania - Messina e ovviamente per la prevista, ancora sulla carta, alta velocità Catania -Palermo. Se così fosse sarebbe un disastro". Secondo molti addetti ai lavori sarebbero cambiati gli equilibri politici europei, magari gli euro-parlamentari italiani sono distratti da altre questioni e, in particolare, quelli meridionali non hanno la forza di reagire. "Questa progetto che cambia le carte in tavola - spiega Amato - rappresenta un voltafaccia ingiustificato. Considerando che l'Unione europea non può all'improvviso cancellare dalle sue cartine il "Corridoio 1" Berlino - Palermo di cui si parla da una dozzina d'anni, un evento che avrebbe contribuito ad annullare l'isolamento del Mezzogiorno.
Appare evidente che le responsabilità vanno divise anche con il governo nazionale, perché fino ad ora ha puntato sull'alta capacità Napoli - Bari , ignorando tutto il resto del mezzogiorno. C'è il sospetto - sottolinea il capogruppo PDL al consiglio provinciale - delle responsabilità dei deputati europei siciliani che non sollecitano abbastanza gli interessi dell'isola a Bruxelles e che probabilmente, visto il silenzio sull'argomento, sanno pochissimo di quello che avviene nei Dipartimenti europei. Non dobbiamo illuderci quando dicono che si tratta solo di una prima bozza.Il piano strategico dell'Unione europea sarà modificato perché troppo penalizzante per il Sud. Fino al 21 settembre, giorno della decisione della commissione , c'è tempo per riparare perché poi la proposta della Commissione dovrà essere valutata dagli stati membri e infine approvata dal Parlamento europeo . Non illudiamoci perché la situazione è molto compromessa. Bisogna guardare in faccia la realtà, ed essa ci dice che l'Unione europea ha escluso dai suoi programmi d'investimento Calabria e Sicilia". Però anche l'Italia e la regione devono fare i conti con una vistosa mancanza di progettazione come ricorda Amato nella sua mozione "Le ferrovie italiane non hanno un progetto credibile per l'alta velocità fino a Palermo, tutto si ferma prima della Calabria. In Sicilia, dove si viaggia ancora in molti tratti su binario unico, l'alta velocità è un miraggio. L'autostrada Salerno -Reggio Calabria, la più costosa ,è in itinere e ci vorranno almeno altri cinque anni per il completamento. I cantieri del Ponte sullo Stretto, che dovrebbe essere essenzialmente ferroviario, sono solo sulla carta, si prevede che saranno operativi solo fra sei mesi". Per non parlare della portualità che negli ultimi 30 anni non è stata migliorata, l'area commerciale di Augusta rimane una cattedrale nel deserto, piccola e senza capaci infrastrutture. Si parla e si discute, si lanciano proclami alla stampa su nuovi appalti ,poi per aprire le buste delle ditte che hanno partecipato alle gare si sprecano mesi e mesi. Considerando che si corre il rischio di rimanere sempre indietro perché si tratta di progetti vecchi e fuori dalle future strategie. Mentre il porto di Gioia Tauro chiude per mancanza di container , ad Augusta si parla di terminal container, mentre altre possibilità come traffico di passeggeri e merci per i paese del Nord - Africa non vengono presi neanche in considerazione. Forse i rappresentanti della comunità Europea sono persone pratiche, hanno considerato che in Sicilia non ci sono aree portuali già pronte per il corridoio e hanno cambiato strategia, scegliendo aree con porti già attrezzati. "La Sicilia continuerà ad rimanere isolata dalle direttrici europee - conclude Amato - tutti probabilmente sapevano quello che stava maturando a Bruxelles,ma nessuno ha ritenuto opportuno lanciava l'allarme. Abbiamo visto qualche protesta a livello nazionale? Solo il silenzio assoluto. Ad eccezione della Sicilia e della Calabria il resto delle regioni italiane hanno avuto qualcosa : Genova - Rotterdam, il traforo del Brennero , la contestata Torino - Lione, il Corridoio da Torino a Venezia, la Napoli - Bari . Da Napoli in giù nulla perché c'è un "Deserto infrastrutturale " con responsabilità che vanno addebitati a vari governi che si sono succeduti. Ci sono poi alcuni retroscena che fanno capire meglio la situazione. La maggiore beneficiaria del piano strategico europeo è la Polonia insieme a Francia e Spagna . La presidenza dell'Ue è toccata ad un polacco che ha interesse a chiudere tutto entro i suoi sei mesi di presidenza e quindi il tempo stringe. L'Italia si faccia sentire e faccia la propria parte". Probabilmente la stessa mozione sarà presentata al consiglio comunale di Augusta a firma del consigliere Sebastiano Aloisi.
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