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31 dicembre 2007 - La motonave Flash è stata trasferita in acque basse per evitare che la vecchia carcassa affondi nei pressi del pontile consortile dove si trova dal dicembre 2003. La capitaneria di porto di Augusta ha disposto l'ancoraggio della motonave in una zona a nord della rada. Ricordiamo che la motonave è arrivata nel porto di Augusta il 31 dicembre del 2003 con le stive cariche di grano, l'equipaggio è entrato in sciopero perchè non pagato da diversi mesi. Dopo una trattativa durata qualche giorno gli armatori hanno pagato una parte di salari, dopo l'intervento dei giudici il carico è stato sbarcato.Da quattro anni la nave abbandonata dagli armatori ha concluso la sua "carriera" ormeggiata presso il pontile consortile. Durante una ispezione di routine,recentemente, sono state riscontrate infiltrazioni di acqua nella sala macchine che ne stavano pregiudicando irrimediabilmente la stabilità ed il galleggiamento. Si è reso pertanto necessario, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza a tutto il bacino portuale, spostarla in una zona più sicura della rada di Augusta. "L’operazione di trasferimento - rende noto la Capitaneria di porto - è stata resa ancor più delicata dalla vetustà dello scafo e dallo sbandamento di 12 gradi. Le operazioni sono state coordinate in mare dal comandante della Capitaneria di porto Nunzio MARTELLO. Il trasferimento è stato possibile grazie a due rimorchiatori e a due motobarche del Gruppo ormeggiatori. A dare indicazioni - continua la Capitaneria - sulla rotta da seguire, a vigilare sulla tenuta dello scafo e pronti ad intervenire in caso di emergenza, erano presenti a bordo della Flash il capo servizio operativo della capitaneria di porto di Augusta Salvatore Di Grande, il capo dei piloti del porto Russo e personale del gruppo ormeggiatori".
L’operazione è durata circa sei ore, "ha evidenziato- secondo i vertici della Capitaneria -la professionalità e la competenza dei servizi tecnico nautici del porto di Augusta" che offrono "eccellenza nei campi della professionalità, competenza, sicurezza" e "immediatezza di risposte alle esigenze che l’utenza portuale esprime".
Pur essendo la nave costantemente monitorata dal personale della Guardia Costiera, si registra la preoccupazione degli ambientalisti che lamentano "la numerosa presenza nella rada di relitti" che "mettono in serio pericolo l'ambiente marino già profondamente provato dall'inquinamento industriale". L'area di Punta Cugno e adiacente al porto commerciale è un cimitero di unità militare e di mezzi navali in disarmo, tra i pericoli lamentati dagli ambientalisti anche la presenza di sostanze tossiche come amianto, acidi contenuti nelle dotazioni di macchina e la ruggine che le lamiere rilasciano nell'acqua.
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