Porto di Augusta - Augusta's port news
HOME VELA NEWS ARCIPELAGHI CHARTERER/NOLEGGIO SICILY MAP/CARTINA PORTI MEDITERRANEO LINKS ITALY HOTELS









LETTERE ALLA REDAZIONE
IL SEQUESTRO DELLA CRISTIN, PRECISAZIONI
Riceviamo e pubblichiamo una lettera che riteniamo importante perché contiene parecchie precisazioni sulla incredibile vicenda del sequestro del carico della nave Cristin avvenuto a Porto Marghera. La lettera è di Luigi Mauceri Boccadifuoco titlorae della "M.S.Giovanni Boccadifuoco F.srl" che ha curato dall'inizio le operazioni dell'importante lavoro di imbarco e trasferimento delle materie prime secondarie da Augusta a Porto Marghera, un lavoro che rappresenta un importante opportunità per il porto megarese considerando che la stessa merce, in futuro, potrebbe partire anche per le fonderie del Nord-Africa. (Nell'immagine : Punta Cugno - area commerciale /Fase di caricazione materie prime secondarie destinate alle acciaierie del Veneto)

13 luglio 2010 - "Leggiamo con vivo stupore su alcuni blog web del sequestro di "50.000" tonnellate di "rifiuti ferrosi" eseguito a Porto Marghera (Venezia) spediti dal porto di Augusta. In qualità di titolare dell'Agenzia Marittima Raccomandataria che ha curato tale spedizione mi preme fare alcune precisazioni anche e soprattutto a tutela degli interessi della società che rappresento nonchè a tutela della sua onorabilità e corretteza, visto che addirittura, in alcune testate giornalistiche, si parla addirittura di "ecomafia".
Innanzitutto non si tratta certo di 50.000 tonnellate. La quantità spedita da Augusta è stata infatti di neanche 5.000 tonnellate (esattamente la nave Cristin ha caricato 4604,9 tonnellate e la stessa mai è poi mai per le sue dimensioni avrebbe potuto imbarcare 50.000 tonnellate), mentre la spedizione precedente era stata di 4.500 tonnellate. Ovviamente l'estensore "ab origine" di tale comunicato stampa doveva rendere eclatante anche nelle quantità quanto scritto: sospettare che l'origine di tale comunicato sia molto vicino a chi ha fatto scaturire tutto questa assurdità non è poi cosa difficile, in particolare ci riferiamo ad imprenditori catanesi che poco hanno gradito lo sviluppo di tale commercio di rottami da Augusta verso il Nord Italia. Ma torniamo al sequestro ed esaminiamo i motivi dello stesso. Questo è stato eseguito perchè, essendo presenti rottami provenienti dalla rottamazione di autoveicoli , non si poteva dichiarare il carico quale materia prima secondaria.
Anche questo è un falso e da parte di chi materialmente ha eseguito il sequestro è stato preso un grosso abbaglio. Infatti anche questa tipologia di rottami, se preventivamente bonificati e trattati, posso essere considerate "materie prime secondarie". Tutti i rottami spediti a Porto Marghera rispondevano appieno a quanto disposto dalla circolare del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Reparto Ambiente Marino delle Capitanerie di Porto Prot. No RAM/4340/2/2008 datata 04.09.2008, che prevede, solo per le spedizioni in ambito nazionale, che i rottami di ferro (rispondenti a determinati requisiti previsti nella stessa circolare) possano essere classificati "materie prime secondarie". Tali requisiti sono poi quelli stabiliti dal D.M. 5 febbraio 1998 e d s.m.i . , che defiinisce che le materie prime secondarie derivanti da materiali ferrosi devono essere conformi alle norme commerciali CECA ed anche i rottami derivanti da veicoli rientrano in dette categorie. Quanto sopra è stato ampiamente acclarato dalla capitaneria di Porto di Augusta che ha autorizzato l'imbarco delle navi partite da Augusta, nonchè dall'ARPA di Siracusa che, su richiesta della stessa Capitaneria di Porto, ha eseguito l'ispezione su tali prodotti stoccati in porto (congiuntamente ai VV.FF.), ha dichiarato che essi erano ampimente rispondenti ai requisiti qualitativi richiesti per essere appunto dichiarati M.P.S. (materie prime secondarie). In ultimo solo per la cronaca ci risulta che tutto il caso è scaturito da un esposto (non sappiamo se anonimo o firmato) presentato a diverse autorità, nel quale si affermava che in detti materiali erano presenti stracci, terra e polistirolo. A seguito di tale esposto, giustamente, la Capitaneria di Porto di Augusta ha intesificato i controlli all'atto del carico, ma mai si sono trovati riscontri a quanto, falsamente, l'estensore di tale esposto (lo stesso del comunicato!!!!) dichiarava. Una cosa è certa ed è il danno esorbitante che a causa di tutto ciò stanno subendo molti degli attori di questo lecito e autorizzato traffico che poteva e speriamo potrà essere una fonte di sviluppo del porto di augusta. Noi da parte nostra stiamo valutando la possibilità di adire le vie legali a tutela della nostra immagine, visto che anche noi saremmo nel sistema dell'"ecomafia". In ogni caso faremo tutto il possibile per risalire ai delatori che hanno scatenato, falsamente, tutto questo" . Dr.Luigi Mauceri Boccadifuoco titlorae della "M.S.Giovanni Boccadifuoco F.srl" Siracusa, Augusta © www.harbours.net


E-Mail contact harbours@harbours.net
HTML and Services by © 1998/2010 Internet Network Solutions - Italy/UE - All Rights Reserved