Porto di Augusta - Augusta's port news
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PUNTA CUGNO, INTERDETTI 4 ACCOSTI SU 6

16 gennaio 2009 - "Così non è possibile andare avanti, mentre si continua a parlare di porto hub si mette in discussione anche la più elementare operatività dell'area commerciale". Il grido di rabbia arriva dagli operatori portuali che, nei giorni scorsi, si sono visti interdire quattro accosti perchè gli enti preposti non riescono neanche a fare la minima manutenzione, sostituendo alcuni parabordi usurati. "Per alcune decine di migliaia di euro si mettono in pericolo le attività di quanti in questi ultimi anni hanno cercato di operare". La verità è che il porto rimane ostaggio di un sistema politico che permette che un ente come la Port Authority rimanga commissariata da oltre un anno. Sono, infatti, trascorsi 460 giorni dalla scadenza della precedente presidenza. Una situazione che ha dell'incredibile, anche perchè autorevoli membri del governo nazionale e regionale continuano ad annunciare il rilancio dello scalo Megarese, a cui oramai nessuno crede più. Questa l'attuale incresciosa situazione dello scalo megarese: su sei accosti pubblici ne rimangono attivi solamente due, circa trecento metri utili su un totale di 1200 lineari circa, non considerando gli accosti che da oltre un anno l'autorità portuale ha dato in concessione ad una società che doveva avviare un traffico di containers di cui non si è ancora visto neanche l'ombra. "Uno strano modo di gestire uno scalo commerciale internazionale - ha affermato alla redazione di Harbours.net Luigi Maugeri Boccadifuoco, agente marittimo e spedizioniere - siamo molto preoccupati per il futuro prossimo. Non solo operiamo con notevole difficoltà in un'area che definirla Hub è veramente fantasioso, ora siamo costretti a dirottare le navi su altri porti perchè non sono disponibili dei semplici parabordi". Già a dicembre, durante una forte mareggiata, alcuni parabordi, vecchi di circa 15 anni, si sono danneggiati, così, la Guardia Costiera è stata costretta, per ragioni di sicurezza, ad interdire l'accosto 1(nella foto sopra). La scorsa settimana, durante la forte burrasca, che ricordiamo è costata la vita ad un ormeggiatore, altri parabordi si sono sbriciolati(foto in basso a sinistra) con il conseguente intervento della Capitaneria che ha interdetto gli accosti 4, 5 e 6. Un ente operativo, dovrebbe essere capace di gestire il quotidiano e anche queste emergenze, un ente funzionante dovrebbe essere capace di programmare gli interventi di manutenzione e avere una scorta di parabordi in magazzino. Simili disservizi non fanno altro che confermare le lamentele che circolano negli ambienti portuali, in un momento in cui si parla insistentemente di lasciare in piedi solo otto o nove autorità in tutta Italia. "In questi ultimi giorni - spiega Maugeri Boccadifuoco - siamo riusciti a fare ormeggiare due navi contemporaneamente che hanno scaricato tondini di ferro provenienti dalla Turchia, destinati ad aziende locali. Nelle prossime settimane sono previsti gli approdi di altre navi che dovranno scaricare: lamiere di ferro, grano, carbone e torri eoliche. Siamo preoccupati, se non si riesce al più presto a risolvere il problema dei parabordi mancanti o danneggiati saremo costretti a dirottare le navi in altri porti. Questo non è giustificabile in un momento di particolare crisi economica, siamo indignati. Ci siamo permessi di suggerire - conclude l'operatore portuale - di spostare alcuni parabordi che attualmente si trovano in un angolo "morto" tra gli accosti 1 e 2(vedi foto in basso a destra), in maniera da rendere operativi gli accosti 4, 5 e 6 dove la lunghezza della banchina e i pescaggi ci permetterebbero di fare approdare le prossime navi". La redazione ha invano cercato di avere, dall'ente di via Millo, una previsione sull'eventuale sostituzione o l'acquisto di nuovi parabordi, gli operatori attendono fiduciosi un intervento immediato. Gianni D'Anna






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